Dal 22 al 29 maggio è ospitata dall’Università degli Studi dell’Insubria a Como ai Chiostri di Sant’Abbondio, “Il Filo di Arianna: messaggi da indossare”, l’installazione collettiva che raccoglie oltre trenta t-shirt manifesto realizzate dagli studenti del Liceo Alessandro Volta, del Liceo Artistico Fausto Melotti e dell’IIS Leonardo da Vinci Ripamonti di Como nell’ambito del progetto “Il Filo di Arianna” per promuovere la parità di genere e contrastare la violenza sulle donne ideato e promosso dal Centro Antiviolenza Telefono Donna Como ODV con il sostegno della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e la collaborazione della Fondazione Gentili Mosconi ETS.
Attraverso slogan, immagini e messaggi, la t-shirt, simbolo universale del quotidiano, si trasforma in un mezzo di espressione e consapevolezza. Il progetto, articolato in più fasi, ha coinvolto gli studenti per cinque mesi in un percorso di sensibilizzazione e approfondimento dedicato ai temi della violenza di genere, degli stereotipi, della rappresentazione del corpo, della parità di genere e della costruzione di relazioni consapevoli.
L’installazione è ospitata presso l’ateneo comasco, sede della Cattedra UNESCO “Gender Equality and Women’s Rights in Multicultural Society” e del Centro di ricerca interdipartimentale sulla moda sostenibile. La collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria contribuisce a rafforzare il valore culturale dell’iniziativa, riconosciuta anche come attività strategica per l’implementazione del progetto Como Città Creativa UNESCO.
La mostra, inserita nelle iniziative dell’Università dedicate al progetto, sarà aperta al pubblico dal 22 al 29 maggio, dalle 8.00 alle 18.30, negli orari di apertura dell’ateneo.
Il titolo richiama la figura mitologica di Arianna: il suo filo, che indica la via nel labirinto, diventa metafora dei percorsi di uscita dalla violenza e della conquista di una consapevolezza personale. Su questo filo si intrecciano anche i temi del tessile, della sostenibilità e dei diritti, in dialogo con l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato alla parità di genere.
Il percorso educativo e laboratoriale, articolato in sei incontri condotti da operatrici, psicologhe e giuriste dell’Associazione Telefono Donna Como, ha accompagnato gli studenti in una riflessione su violenza di genere, stereotipi, rappresentazione del corpo e costruzione di relazioni consapevoli. Al termine del modulo, la Fondazione Gentili Mosconi ETS ha proposto un laboratorio creativo per gli studenti in collaborazione con il fashion designer Antonio Berardi e il visual ecoartist Pollution Art (Marco Lombardi).
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