La galleria d’arte Diaz14, ospita fino a venerdì 11 settembre la nuova mostra dedicata a Pietro Turati.
Il percorso espositivo presenta una ricerca pittorica nella quale la rappresentazione della realtà lascia spazio soprattutto alla sua risonanza interiore, attraverso figure sospese, forme rarefatte, architetture trasfigurate e composizioni ispirate alla cartografia urbana.
A Pietro Turati, Magic Lake ha dedicato un articolo sull’edizione Summer 2026, dal titolo “Suggestiva espressività”.
“Le rappresentazioni di Pietro Turati attraversate dalla sua sottile fragilità – scrive nell’articolo Stefania De Giorgi – , intercedono con l’inconscio dei suoi soggetti. Un vortice di pennellate ampie e rapide configurano volumi che esaltano la sua straordinaria sensibilità cromatica capace di creare accostamenti di rara armonia in un linguaggio di intensa e suggestiva espressività. Ciò che prevale non è l’esteriorità, bensì il mondo interiore: colori che non si limitano a definire le forme, ma avvolgono, rapiscono e trascinano l’osservatore entro un racconto intimo e profondamente umano. Pietro Turati sembra approdare, per una sorta di istintiva consonanza interiore, a esiti sorprendentemente affini a quelli raggiunti dai grandi protagonisti dell’avanguardia dell’Espressionismo tedesco. La sua pittura non nasce da una citazione colta o da un esercizio di stile, ma da una emotività autentica che lo conduce a oltrepassare la mera descrizione del reale per sondarne le zone più insondabili e segrete. Come accadeva in Kirchner o in Munch, l’immagine diviene il luogo in cui affiorano tensioni latenti, memorie, inquietudini e stati emotivi difficilmente verbalizzabili. Pietro sembra possedere la rara capacità di intercettare quella dimensione pre-razionale dell’esperienza che gli espressionisti individuarono come vero nucleo dell’atto creativo: non la realtà visibile, ma la sua eco psicologica. Le sue figure, spesso sospese tra presenza e dissolvenza, e le sue architetture trasfigurate da cromie pulsanti e volumi definiti, non rappresentano il mondo, bensì la sua risonanza interiore. In questa spontanea adesione a una poetica dell’inconscio risiede uno degli aspetti più affascinanti della sua ricerca, capace di evocare, senza alcuna intenzione programmatica, intensità emotiva e tensione spirituale”
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