Sabato 12 settembre, la Fondazione Gentili Mosconi e il Centro Studi Casnati di Como hanno presentato, nel Complesso Monumentale di San Paolo a Parma, lo speciale Fashion Show dedicato al legame indissolubile tra Cucina e Moda. La sfilata ha rappresentato uno dei momenti centrali di “Food Culture | Food Couture. La Cucina attraverso la lente della Moda: linguaggi, identità e Made in Italy”, la mostra site-specific e multidisciplinare in programma dal 4 settembre al 4 novembre negli spazi del Laboratorio Aperto, ideata dalla Fondazione Gentili Mosconi con il patrocinio del Comune di Parma e sviluppata in collaborazione con un’autorevole rete di partner.
Il percorso espositivo si è così arricchito di una selezione di capi della collezione progettata dal Centro Studi Casnati di Como con creazioni sartoriali realizzate dalle studentesse e dagli studenti del Liceo Artistico nell’ambito del modulo didattico sviluppato in classe sotto la guida delle docenti Monica Sampietro, Laura Castelletti e Laura Di Scianni, e in collaborazione con la Fondazione Gentili Mosconi. La collezione “Food Culture | Food Couture” porta il nome della mostra ed esplora le affinità tra Cucina e Moda, due espressioni del Made in Italy unite dalla cultura del fare, dalla creatività, dalla maestria e dal legame con il territorio. Dalle criticità dell’omologazione legata ai sistemi di produzione “fast” alla valorizzazione dell’autenticità locale tramite i prodotti tipici, gli abiti presentati durante lo speciale Fashion Show costruiscono una vera e propria narrazione.

La sfilata-performance è stata presentata da Giulia Gentili, vicepresidente della Fondazione Gentili Mosconi ETS, che nel saluto introduttivo all’evento ha sottolineato il valore formativo del progetto: «Sono fiera di presentare questo evento che vede protagonista la generazione futura di creativi e le loro creazioni artistiche. Anch’io ho frequentato il Liceo Artistico del Centro Studi Casnati di Como, e credo fermamente nel valore del learning by doing. Le esperienze sul campo hanno rappresentato per me un banco di prova irrinunciabile».
«Al centro della nostra didattica ci sono progetti di alto profilo, sviluppati con aziende e realtà del territorio», ha dichiarato Monica Sampietro, docente e coordinatrice del Liceo Artistico del Centro Studi Casnati. «È attraverso queste esperienze che la scuola incontra il mondo reale: gli studenti si confrontano con esigenze concrete, affrontano sfide, elaborano soluzioni e verificano sul campo il valore delle loro idee. La scuola costruisce così competenze spendibili, mantenendo viva la libertà di sperimentare, elemento essenziale nella formazione dei giovani.»
«Potersi interfacciare con gli esperti del settore è un momento di crescita fondamentale per i nostri studenti», ha aggiunto la docente Laura Castelletti. «Il lavoro in laboratorio ha trasformato prodotti quotidiani come il pane, la pasta, il riso, il Pomodoro Riccio, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma in architetture da indossare. La collezione realizzata celebra la tradizione gastronomica attraverso il linguaggio della moda.»

La progettazione della collezione ha seguito il principio learning by doing. Le classi hanno studiato per mesi la tradizione gastronomica di Parma, traducendone prodotti, forme e storia nel linguaggio della moda. La sfilata è stata costruita come un arco di trasformazione: l’apertura della performance è stata affidata a un gruppo di abiti bianchi, seriali come divise, caratterizzati da slogan, con la parte più critica del racconto: fast food e fast fashion condividono rischi quali standardizzazione, consumo accelerato e perdita d’identità, tanto nella filiera agroalimentare quanto nel sistema moda. Dopo questo incipit, la narrazione ha progressivamente rovesciato la prospettiva. All’omologazione è stata contrapposta l’autenticità, alla velocità il tempo del saper fare, al consumo inconsapevole la cultura, la conoscenza delle filiere e la responsabilità delle scelte. Il pubblico è stato immerso in un tripudio di colori, forme e stampe su seta.
La performance ha visto la partecipazione speciale di Esteban Frigerio, artista multidisciplinare ed ex studente del Centro Studi Casnati, oltre che membro del Collettivo Creativo di “Food Culture | Food Couture”, che ha reso omaggio alla scuola in cui si è formato con un intervento di live painting realizzato direttamente in passerella su un abito da sera bianco indossato da una modella e attraverso la personalizzazione artistica di alcuni capi della collezione. L’intervento ha reso visibile uno dei principi centrali del progetto: la trasformazione della materia nel tempo, attraverso il gesto e la competenza. Come un ingrediente diventa un piatto o un tessuto un abito, anche la superficie inizialmente neutra del capo ha acquisito progressivamente identità e unicità. Durante l’ultima uscita, il capo realizzato dall’artista durante la performance è stato presentato in passerella insieme alla collezione, chiudendo visivamente l’arco narrativo.

Le improvvisazioni musicali del compositore Paolo De Santis hanno scandito le diverse sequenze. Infine, a completare l’esperienza, una degustazione delle specialità di Parma realizzata grazie alla collaborazione con i ristoratori del Consorzio PQR – Parma Quality Restaurants.
Al termine della sfilata una selezione degli abiti è entrata nello spazio espositivo, prolungando nel tempo l’esperienza effimera della passerella. Questo stesso principio guiderà l’intero programma: un progetto culturale in movimento, un processo creativo dinamico sempre nuovo. «I momenti di attivazione non sono semplicemente eventi collaterali della mostra, entrano nella sua struttura, ne rimettono in circolo i contenuti e lasciano una traccia nel percorso», ha spiegato Giulia Gentili. «Ogni appuntamento metterà inoltre in relazione una realtà partner con uno dei sette giovani creativi del collettivo. Il patrimonio, le competenze e le ricerche dei partner diventano così materia di una nuova interpretazione artistica. La rete non rimane sullo sfondo del progetto, ma contribuisce attivamente alla costruzione dei suoi contenuti.»
