Villa d’Este presenta il nuovo libro fotografico dal titolo “Villa d’Este – Maurizio Galimberti”, affidando a Maurizio Galimberti, tra i fotografi italiani più riconoscibili a livello internazionale, il racconto per immagini del Grand Hotel sul Lago di Como. Per l’artista, nato a Como, è anche un ritorno a casa: ne nasce una lettura personale della Villa, lontana dall’immagine da cartolina e più vicina al sogno.

Il percorso si apre con i caratteristici mosaici fotografici, in cui decine di istantanee si ricompongono in un’unica visione: la facciata che si specchia nel lago, il Ninfeo, i giardini, la piscina galleggiante, i saloni. Seguono una sezione in bianco e nero, in dialogo con i ritratti e le sculture che abitano la Villa, e una sequenza conclusiva di Polaroid di grande formato, in cui i bordi e le tracce dello sviluppo diventano parte dell’opera.

Le immagini sono accompagnate da quattro testi. Il libro si apre con l’introduzione del Presidente di Villa d’Este S.p.A., Cav. del Lavoro Giuseppe Fontana. Nel saggio «Tra estasi e materia» Denis Curti legge il lavoro di Galimberti come una trasfigurazione, in cui l’architettura «non è più solo pietra e marmo», e lo accosta alla serie della cattedrale di Rouen dipinta da Monet e alla «molteplicità» delle Lezioni americane di Italo Calvino. Nel testo «Villa d’Este. Bellezza vivente» il Prof. Stefano Zecchi, scrittore e accademico, parte dal ricordo della Villa osservata dal lago a bordo della sua piccola barca a vela per ripercorrerne la storia: dalla costruzione voluta nel 1568 dal cardinale Tolomeo Gallio su progetto di Pellegrino Pellegrini, agli anni di Carolina di Brunswick, principessa di Galles, fino al soggiorno della zarina Maria Fëdorovna. Ne trae una riflessione sul lusso, inteso non come ostentazione ma come «stile culturale». Chiude il volume lo stesso Galimberti, che racconta il progetto attraverso i suoi riferimenti, da Man Ray alla pittura di Gerhard Richter.
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